Nasce il pronto soccorso psicologico

Nasce il Pronto Soccorso Psicologico

È da qualche anno, ormai, che il Pronto Soccorso Psicologico sta affermandosi in diverse città italiane: prima a Milano, nel 2012, da un’idea degli psicologi psicoterapeuti Giuseppe Cersosimo e Marinella Sciumé, da circa un anno a Roma, grazie alla dottoressa Mariolina Palumbo, anche lei psicologa specializzata in psicoterapia.

Si tratta di una struttura che propone un immediato supporto psicologico a tutti coloro che ne fanno richiesta, per problemi che possono andare dall’ansia alla depressione, dai conflitti di coppia ai disturbi alimentari. I costi, decisamente ridotti (circa 30 euro per mezz’ora), permettono a chi vive momenti di difficoltà di chiedere aiuto e ottenere, per quanto possibile, un momentaneo sollievo dal disagio. Come immaginerete, nessuno psicoterapeuta possiede palla di vetro o bacchetta magica, quindi affrontare e risolvere disagi della psiche non può avvenire in tempi così brevi. Tuttavia, un incontro con un professionista psicologo capace di empatizzare e comprendere la difficoltà di una persona può senza dubbio giovare e magari aprire il varco per una futura psicoterapia.

 

Il nostro è un Paese nel quale la cultura psicologica ha faticato e fatica ancora ad affermarsi: sono molti i pregiudizi legati alla psiche (“andare dallo psicologo” come l’equivalente di “essere pazzi”), uniti alle paure connesse ai turbamenti dell’anima e alla tendenza a medicalizzare qualsiasi problema personale, nell’ingenua speranza di poter ridurre tutto ad un problema del corpo, ad uno squilibrio di sostanze e molecole che uno specialista dai superpoteri, quale a volte ci illudiamo sia il medico, è in grado di “tenere sotto controllo”. Dato che questa tendenza risulta ancora molto marcata, in Italia, la psiche viene “negata” insieme alle sue complessità, con una conseguenza a volte nefasta: il proliferare di prescrizioni di psicofarmaci che, in molti casi, risultano inutili, in altri addirittura dannosi. Molto spesso, poi, le persone, piuttosto che andare a farsi eventualmente prescrivere uno psicofarmaco dallo psichiatra (con il rischio di sentirsi “folli”) preferiscono rivolgersi ai medici di base, senz’altro autorizzati alla prescrizione medica, ma non specializzati in questa tipologia di patologie e quindi non sempre adeguatamente ferrati: così, la negazione di un problema psicologico si fa ancora più forte e il disagio viene “insabbiato”, annegato tra le sostanze farmaceutiche ma certamente non affrontato né tanto meno risolto.

È bene ricordare che la salute di un individuo comprende uno stato di benessere che abbraccia tanto la sfera fisica quanto quella psichica: è fondamentale occuparsi anche della seconda e farlo affidandosi a specialisti del settore, quindi psicologi specializzati in psicoterapia (o anche psichiatri, nei casi in cui potrebbe essere utile un supporto di tipo farmacologico). Senza dubbio questa novità rappresenta un piccolo passo in avanti nell’affermazione della disciplina psicologica: mi auguro che il cammino prosegua ancora e che si riescano a realizzare anche altri progetti di promozione della salute psicologica, come il servizio dello “psicologo di base” (analogo al “medico di base”) e la convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) degli psicologi che lavorano in regime di libera professione, ancora solo un progetto. Sul primo tema ho già scritto un breve articolo dal titolo "E dove lo mettiamo lo psicologo di base?".

Al Pronto Soccorso Psicologico possono rivolgersi tutti i cittadini maggiorenni, senza limitazione di residenza, nazionalità e senza prendere appuntamento: solitamente la struttura è aperta tutti i giorni in orario diurno. A Roma, attualmente, ha aperto solo quello presso la clinica “Villa Giuseppina”, nel quartiere Monteverde – Portuense: cliccando qui è possibile visitare il loro sito internet e la pagina dedicata a questo servizio.

 

Tutte le immagini presenti in questo articolo sono reperibili sul sito pixabay.com


 © 2008-2019 Giorgia Aloisio  |  Home

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