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Cos’è la schizofrenia e chi colpisce

La schizofrenia è il più grave disturbo psichiatrico: comporta profondi disordini a livello emotivo-affettivo, cognitivo, relazionale. Ne soffre l’1,1% della popolazione mondiale (il campione comprende individui dai 18 anni in su) e ha un’origine multifattoriale: i fattori genetici giocano un ruolo importante (pensiamo all’elevata concordanza per questo disturbo tra i gemelli monozigoti, che oscilla tra il 30 e il 40%), insieme a quelli ambientali (famiglia d’origine e relazioni altamente disturbate con i genitori) ma come accade per la stragrande maggioranza dei problemi psicologici e psichiatrici, le cause sono molteplici e variano a seconda della personalità del soggetto, dell’ambiente di vita e di come tutti questi fattori s'intersecano e combinano tra loro.


Come riconoscere la schizofrenia, come si manifesta (diagnosi)

Secondo la classificazione psichiatrica del DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali, quinta ed ultima edizione), la schizofrenia rientra nello “spettro dei disturbi dello spettro schizofrenico e altri disturbi psicotici”. Siamo in presenza di disturbo schizofrenico quando un soggetto, durante l’arco di tempo di un mese, ha manifestato almeno due o più dei seguenti sintomi: deliri, allucinazioni, eloquio (discorso) e comportamento profondamente disorganizzati, sintomi negativi. Una breve spiegazione del significato di questi criteri aiuterà nella comprensione di questo grave disturbo psichico.

Fotografia di Bgphotographyllc

Schizofrenia e delirio

Il delirio è un pensiero bizzarro, una convinzione assurda e aberrante rispetto alla normalità: se pensiamo al delirio di grandezza/onnipotenza (ad esempio il credere di essere in possesso di qualsiasi tipo di potere o abilità, o di essere in contatto con divinità o ancora di essere Napoleone) o al delirio di persecuzione (l’idea di essere seguiti, odiati, minacciati da qualcuno), comprendiamo facilmente di cosa si tratti. Nonostante il delirio venga spesso contrastato e contraddetto da chi sta vicino agli individui che soffrono di schizofrenia, questi ultimi non riescono a cambiare idea e persistono nei loro convincimenti.


Schizofrenia e allucinazione 

L’allucinazione è un’erronea percezione della realtà e infatti in psicopatologia viene detta “percezione senza oggetto”. In questi casi il soggetto che ne è vittima percepisce situazioni, cose o persone che non sono presenti nella realtà: tra le più frequenti troviamo le allucinazioni visive (come vedere persone che non sono presenti nel campo visivo o percepire presenze aliene, divine, etc) e quelle uditive (sentire una o più voci). Altre allucinazioni, meno frequenti, sono quelle olfattive (percepire odori, per lo più sgradevoli).

Fotografia di Alexas_Fotos

Schizofrenia: eloquio e comportamento disorganizzati 

Il soggetto che manifesta questi sintomi si comporta e parla in modi bizzarri, incongrui, illogici, difficilmente comprensibili da chi gli sta accanto (e non sia anch’egli schizofrenico!); si tratta di individui incoerenti, incapaci di formulare pensieri logici e sensati, incapaci di concentrarsi e di formulare frasi sensate.
Schizofrenia e sintomi negativi
In questa categoria ritroviamo una serie di “mancanze” (di qui il termine “negativi”) rispetto alle persone cosiddette sane: gli schizofrenici sembrano privi di affetti e di pensieri, si mostrano emotivamente appiattiti, incapaci di godere dei piaceri e dei divertimenti della vita, profondamente apatici. Questi sintomi possono confonderci e farci pensare alla depressione: per differenziare le due condizioni ricordiamo che la schizofrenia richiede la presenza di due sintomi e che quindi, oltre al sintomo “negativo” è necessario che sia presente un'altra delle caratteristiche sopra elencate (delirio, allucinazione, eloquio e comportamento disorganizzati), non presenti nella sindrome depressiva vera e propria.


Come curare la schizofrenia 

La schizofrenia è un disturbo complesso che necessita di supporto su diversi fronti: è indispensabile uno psichiatra che la diagnostichi e che prescriva al paziente gli psicofarmaci giusti per la sua condizione (in primis gli antipsicotici), come è fondamentale un supporto psicoterapeutico sia individuale che familiare. In numerosi casi di schizofrenia è ottimale intervenire anche a livello psicosociale, cercando di stimolare la socializzazione e la comunicazione (la frequenza di centri diurni, ricreativi, sportivi, artistici, ad esempio, è di grande aiuto in questo senso). In diverse situazioni, per contenere il paziente nella fase acuta, può essere consigliabile un trattamento ospedaliero: un breve ricovero con somministrazione di farmaci (antipsicotici, sedativi) può rappresentare un momento di pausa e di “ristrutturazione di sé” e può costituire un luogo sicuro nel quale il paziente è sottoposto ai farmaci e gli è impedito di fare del male a sé e/o agli altri. Naturalmente il ricovero deve durare il minor tempo possibile e deve costituire una spinta a tornare alla propria realtà di vita; inoltre gli ospedali psichiatrici in Italia non esistono più quindi al momento questi pazienti non possono rimanere più di alcuni giorni o alcune settimane in ospedale o in clinica psichiatrica.

La schizofrenia va distinta dalla depressione, che rientra, invece, nel novero dei disturbi dell'umore.

Fotografia di Engin_Akyurt

Spunti bibliografici

Gabbard G. O. (2000) Psichiatria psicodinamica, terza edizione, Raffaello Cortina, Milano
American Psychiatric Association (2013) Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.

Migone P. (2012) "Storia della schizofrenia", tratto da Il ruolo terapeutico, raggiungibile a questo link


© 2008-2019 Giorgia Aloisio

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