A seguito della lettura di alcune opere di Jean Jacques Rousseau (Ginevra 1712 – Ermenonville, Francia, 1778) e cogliendo l’occasione dei trecento anni dalla nascita del filosofo svizzero, ho pensato di ricordare questo autore proponendo un progetto che coinvolgesse Roma Tre Orchestra e l'Ambasciata di Svizzera in Italia attraverso l’esecuzione dell’unico lavoro musicale di rilievo di Rousseau, l’intermezzo buffo intitolato ‘L’indovino del villaggio’ (titolo originale: Le devin du village).

Oltre ad essere stato un profondo pensatore ed un attento osservatore delle dinamiche interiori, Rousseau era anche un musicista amatoriale (ricopiava spartiti musicali a pagamento): questa attività, però, risulta quasi incredibile, visto che il filosofo non aveva mai studiato musica. Eppure, nonostante fosse privo di strumenti tecnici adeguati, Rousseau fu in grado di scrivere questa breve opera, davvero molto gradevole all’ascolto; la prima volta fu rappresentata presso la corte di Re Luigi XV, al castello di Fointainebleau, il 18 ottobre 1752 (all’epoca Rousseau aveva ventisei anni). Al re di Francia piacque molto, a tal punto che al termine della serata a Rousseau fu proposto di recarsi nuovamente a corte, il giorno successivo, di fronte a re Luigi, per ricevere l’incarico di poeta del re direttamente da sua maestà. I tentennamenti di Rousseau, causati dalla stenosi all’uretra della quale egli soffriva, unitamente ad un impaccio psicologico misto a problematiche ansiose e tendenza ad evitare incontri eccessivamente formali (narrati nelle sue meravigliose ‘Confessioni’) convinsero Rousseau a rifiutare di presentarsi alla corte reale. Questa decisione lo penalizzò fortemente, perché l’incarico e la cospicua pensione promessa dal re non gli vennero concessi.

La trama di quest’opera narra la storia di Colin e Colette, due contadini, e dell’indovino del villaggio (che dà il titolo all'opera), una sorta di deus ex machina che, inserendosi nel conflitto sentimentale tra i due, riesce a far riconciliare la coppia in crisi.
A questa storia si ispirerà anche W. A. Mozart nel ‘Bastien e Bastienne’, scritto proprio sulla falsariga della trama dell’intermezzo di Rousseau.

Il progetto L'indovino del villaggio - Le Devin du village è stato rappresentato a Roma il 30 gennaio ‘13 presso l'Ambasciata di Svizzera in Italia e il 31 gennaio ‘13 al Teatro Palladium di Roma, con Roma Tre Orchestra e Luigi Piovano sul podio.

 

Alcuni scatti della serata presso il Teatro Palladium.

 

Roma Tre Orchestra

Solisti: Yasushi Watanabe (Colin), Eleonora Contucci (Colette), Mauro Utzeri (Indovino)


Suggestioni letterarie:

- Giulia o la nuova Eloisa (1761)
- Emile o dell’educazione (1762)
- Confessioni (1782-1889)
- Fantasticherie del passeggiatore solitario (1776-1778)  


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