Leggendo il libro di Dorothee Hock Via del Corso 18 - Storia di un indirizzo, ho scoperto una storia davvero molto interessante: quella di Max Schmidt e Luise Munstermann, una coppia fuggita dall'Alsazia all'epoca della guerra franco - prussiana (1870 - 1871). Ciò che mi ha colpito è stato non solo il coraggio di queste due persone che hanno scelto di vivere una storia sentimentale a dir poco scomoda (erano patrigno e figliastra) ma soprattutto il fatto che i due abbiano soggiornato proprio in quell'appartamento che tra il 1786 e il 1788 ospito' Goethe durante il suo Grand Tour. Dalle ricostruzioni fatte dalla dott.ssa Hock sembra che Max e Luise abbiano abitato proprio nella medesima camera! 

Grazie all'autrice del testo, ma anche a Valerio Vicari, direttore artistico di Roma Tre Orchestra e autore della sceneggiatura, ai due attori Alessia Rabacchi e Stefano Patti, ai pianisti Andrea Feroci e Francesco Micozzi, ho potuto dare vita ad un progetto che mi aveva sorpresa durante la mia lettura, inframmezzata da mille fantasie e dal desiderio di far conoscere anche ad altri questa bellissima storia d'amore e morte. Le musiche che hanno accompagnato la lettura del testo erano ispirate all'opera "Werther" di Jules Massenet.

 

 

Di seguito alcune fotografie della pièce teatrale che è stata messa in scena il 25 maggio 2017 presso la Casa di Goethe, via del Corso 18, Roma.

Il 29 marzo 2018, lo stesso spettacolo è stato replicato presso il Teatro di Villa Torlonia di Roma: i due pianisti sono stati affiancati dal violoncellista Marco Simonacci.

 

 


© 2008-2018 Giorgia Aloisio
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